Terrazza sulla laguna, un sole di maggio che promette bene, gli Alberoni a prua.
Si osserva l’orizzonte dentro il quadro, il gusto serenissimo dei colori nei movimenti semplici, di marea. La cucina è viva di sacri argentei pesci lagunari. Il cielo è azzurro, dopo un “fil de piova” la brezza aleggia leggera, tira sotto vento da Poveglia. Scie di nuvole pecorine scorrono, l’acqua è limpida, verde e sincera. La parola del pesce e dell’indiscutibile mare è senza ipocrisia.
È il barocco su cui ogni mona si cimenta. Bello e felice… solo Napoli.
“Risotto di scampi col gorgonzola”. È il Gò che parla, il Marsion, sono gli odori di Venezia, la tavola dell’anima “sfondarse el bueo”.
Gamberetti nostrani sgusciati, gransoporo peoso
Seppioline nostrane fritte in olio di Dio
Granceola degli amanti
Peoci generosi
Capesante strabilianti profane
Sanpiero nello spirito di Pietro
In cucina v’è scuola, sesso e verità. Un richiamo per orecchie fini e palati perduti. L’opera d’arte si vede, si sente e a volte… si mangia!
Un buon ristorante ha il valore prima del prezzo.
Il ristorante Nane è stato scuola, incontro d’amore tra il palato e la cucina classica veneziana. Nane. Seppioline nostrane Gesù.